CV tra pubblico e privato

Fam. Marzo 4 più un fratello in arrivo
Fam. Marzo 4 più un fratello in arrivo

Fase 1 – la gavetta

Sono nato a Bologna da mamma bolognese e papà salentino. Sono cresciuto in un cortile della bolognina dove conservo ancora amici e ricordi. A scuola vado bene in tutto, ma scopro una sola grande passione, la musica: scrivo canzoni a orecchio. Studio al Liceo Scientifico Copernico dove conosco Liliana, prima amica e poi, dopo 10 anni, fidanzata e mamma delle mie figlie Dania e Mila. Ho molta curiosità ed energia, quando mi chiedono per la prima volta cosa voglio fare da grande rispondo con una battuta: tutto! Non mi rendo conto che questa risposta segnerà il mio destino professionale. Mi piace Filosofia, ma mio padre, mi voleva “dentista”, e mi toglie i viveri. Per rendermi autonomo mi iscrivo al corso AUC e faccio l’Ufficiale di Complemento in Artiglieria da Montagna, la mia prima esperienza professionale.

Gran Pilastro 3510
Gran Pilastro 3510 mt

Per un eccesso di esuberanza arrivo ultimo al corso. Vengo inviato a Silandro in un battaglione punitivo dove imparo sulla pelle l’arte del comando. Mi congedo a 20 anni con più di 1,5 milioni di lire risparmiati per la mia filosofia. Ricomincio a frequentare l’Università ma il militare mi ha cambiato i connotati. Mio zio, senza figli, mi offre di lavorare nella sua officina metalmeccanica. Comincio come garzone di bottega part time, ma il lavoro mi appassiona più della filosofia e progressivamente mi allontano dallo studio.  Mi specializzo prima negli acquisti, poi nella programmazione della produzione. Quando so tutto della macchina divento anche il riferimento commerciale. Riesco bene, esportiamo Vismatic in tutto il mondo. In quattro anni diventiamo una piccola industria. A 23 guadagno veramente molto ma non condivido la strategia dello zio. Così decido di lasciarlo e di ripartire da zero.

Diso 2008Un amico mi iscrive a un concorso canoro, con una mia canzone “il caffè macchiato”. Arrivo secondo a pari merito col giovane Beppe Maniglia, futuro celebre busker di Piazza Maggiore. Vengo notato da un agente musicale che mi propone di fare delle serate di mie canzoni. Mi troverò in programma con il giovane Alessandro Bergonzoni. 25 anni dopo lo ritrovo a Diso (Le) dove lo sfiderò a bigliardino. Alessandro soccomberà immeritatamente. Come locandina 2musicista alterno successi a disastri in piccoli locali sconosciuti. Esperienze forti fino a l’abbandono finale. Dopo mio zio, incontro Dino Gavina della Simon International che mi vuole come suo assistente. Giro l’Italia intera come ispettore commerciale.

Dino gavina
Dino Gavina

Un anno con Gavina equivale ad un anno di scuola di design e marketing, da lui imparo molto su ciò che è bello e su ciò che non lo è. Ma Dino è un grande artista e stargli vicino è faticosissimo. Dopo un anno lo saluto e vado tre mesi a Londra a imparare l’inglese. Da Gavina avevo conosciuto un collega che vedeva in me la possibilità di realizzare i suoi sogni di gloria. Vuole finanziare un mio disco promettendomi di lanciarmi in turné. Stacca un assegno da 1 milione e mezzo. Prima di partire per Londra assoldo un gruppo di musicisti e registro il 45 giri Caffè macchiato e Primavera. Uno dei musicisti si chiama Jimmy Villotti grande chitarrista futuro “Jimmy ballando…” di Paolo Conte. Ma Londra non può attendere. Consegno il master e parto. Il produttore si perde in un mestiere che non conosceva. Il disco non verrà mai pubblicato. Lo zio intanto decide di finanziarmi lo stage per promuovere la sua Vismatic negli UK. Noleggio una macchina da scrivere a Elephant Castle e sperimento un’azione di direct mail: questionario + busta preaffrancata + follow up. Funziona! vendo due macchine del valore attuale di circa € 10.000, non male! Non lo so ancora ma in Volvo diventerò un esperto di direct marketing.

Vismatic 45 1978
Vismatic 45 1978

Al mio ritorno rifiuto l’offerta dello zio di rientrare in azienda ma fatico a trovare lavoro. Vendo orologi Pulsar come agente di commercio. Dopo un anno mi propongono di gestire la filiale di Bologna, ma ho già incontrato Polaroid e il mio destino si è spostato sugli occhiali.

Fase 2 – il management

Inizio come venditore, poi divento field supervisor e product manager. Frequento le fabbriche di occhiali del Veneto e alcuni “miei” modelli compaiono sui nasi della gente comune ma anche di Vasco Rossi.

con vasco rossi
con Vasco Rossi

Rimarrò per sempre affezionato al mondo degli occhiali. Nel frattempo gli head hunter mi offrono opportunità di crescita e non mi tiro indietro. Mi avvicino a casa, cambio azienda e settore, divento Direttore Commerciale di IAB, industria arredamenti su progetto per banche, negozi e ristorazione veloce. Esperienza intensa ma non sempre al top della professionalità, in Polaroid mi ero abituato bene. Mi guardo intorno, rispondo a un annuncio: bingo! A 31 anni sono dirigente prima di Svevia Leasing e poi della più prestigiosa azienda bolognese, Volvo: per me è il massimo! Mi occupo di marketing, divento un piccolo manager e imparo a gestire la complessità. Tre anni intensissimi e indimenticabili. Con i colleghi di Volvo ci vediamo ancora. Nel 1991 Gianfranco Venturato, mio ex capo e mentore in Polaroid mi contatta per propormi un posto presso l’astro nascente delle assicurazioni: il gruppo Fondiaria di Raul Gardini. La decisione è difficile,

Volvo 1988

ho già cambiato troppi settori e aziende. Vorrei mettere radici e “resistere” in un posto almeno 10 anni (resisterò 11 anni, uno di troppo). La posizione rappresenta una grande sfida: la banca assicurazione. Mi trasferisco a Firenze e per fortuna va bene (ci starò 20 anni). Finisco sul “Mondo” in un trafiletto in cui la banca che curavo io “batteva il Credito Romagnolo nella vendite di polizze”. L’Università di Firenze mi invita a tenere un seminario sulla Bancassicurazione. Oltre a un pioniere mi considerano un esperto. Nel 1997 incido e pubblico “Senza Spine” un CD di 14 canzoni. Per non farmi riconoscere mi firmo Marco Zarnof (anagramma del mio “alter ego bulgaro”). Metto il management in musica e nascono canzoni come: “manager”, “sei fuorisenza spine budget” , “sogno uno scostamento positivo sul target del sentimento lavorativo”, “il posizionamento”, “il travet”.  A fine 1998 Roberto Gavazzi mi chiama a Milano per rilanciare due piccole compagnie di assicurazioni: Systema e Dialogo. Con lui ho un rapporto di amore odio: prima mi coccola (lei deve fare il direttore generale…) poi per un indefinibile sentimento (“lei è troppo bravo…”) mi ostacola. Systema è una Compagnia di banca assicurazioni; siamo in pochi ma riusciamo a fare di tutto. Emettiamo le polizze auto via internet su carta bianca e conquistiamo banche come San Paolo di Torino, Gruppo Sella, Cassa di Rimini, Banca Popolare Pugliese, Banca Regionale Europea. Esportiamo il modello gestionale su Dialogo che diventerà compagnia telefonica. Nel 2000, nella sala di registrazione di Gastone Vernizzi, grande fotografo e jazzista, incidiamo altre 15 canzoni di un album unplugged mai pubblicato: “Per aspera ad astra”. 

Fase 3 – Libero professionista

Nel 2001, dopo il crollo delle torri gemelle, decido di mettermi in proprio e di diventare consulente. Gianfranco Parenti, formatore ex collega in Fondiaria, mi invita a mettermi music manager librocon lui in Jump. Accetto con piacere, per me è come ritornare a scuola, imparo tante cose. Cerco di ripagare la fiducia. Nel 2002 insieme a Vicki Schaetzinger (pianista) progettiamo un percorso di formazione esperienziale che chiameremo MusicJump. L’idea ha successo, la musica si diffonde come modello formativo e conquistiamo clienti molto importanti. Entriamo nei programmi del CFMT e di Intesasanpaolo, inventiamo un nostro modello di edutainment con conferenze musicali e meeting esperienziali (Bosch, P&G, Axa, e molti altri bei nomi). Grazie alla mia reputazione nello sviluppo di progetti innovativi nel 2004 vengo chiamato da Sara e Sipcam per sviluppare “Patrimonio Verde”, il primo programma assicurativo agricolo “sulla resa delle colture agricole”. La nostra polizza crea un nuovo mercato, che (mi scriveranno anni dopo) porta l’Italia all’avanguardia in Europa. Nel 2006 con Music Manager, inizia la mia attività di “scrittore”. A sorpresa FrancoAngeli me lo pubblica interamente a sue spese nella collana AIF – associazione italiana formatori. Music Manager piace. Un imprenditore ne compra 200 e li regala a tutti i suoi fornitori e clienti. Una grande soddisfazione! Mibach libro appassiono alla metafora  “musica – impresa”. La musica è un linguaggio evoluto che può insegnare molto a chi deve gestire e organizzare sistemi complessi di persone e strumenti. Incontro due persone illuminanti, il musicologo Andrea Frova e il leggendario chitarrista dei PFM Franco Mussida. Quest’ultimo è determinante per la scoperta del “livello logico” del timbro, il quarto elemento musicale da affiancare a ritmo, melodia e armonia. Nel 2008 raccolgo le riflessioni nel “Modello “B.A.C.H. – business analysis of corporate harmony – Alla ricerca dell’ispirazione eccellente”. FrancoAngeli me lo pubblicherà sostenendo tutti i costi. Con B.A.C.H. cerco un modello di analisi non giudicante che sappia individuare non le forze e le debolezze, ma le caratteristiche della cultura di impresa, ovvero di ciò che determina atteggiamenti e comportamenti delle persone in azienda. Il libro non ha successo, ma attrae la curiosità di alcune Università che mi invitano a tenere lezioni. L’Università Svizzera italiana è interessata al marketing surround; l’Università di Verona, la Ca’ Foscari di Venezia e la Cattolica di Milano al modello B.A.C.H. Prima il Corriere della Sera, poi il Sole 24 ore, Economy ed altri giornali dedicano al libro articoli e citazioni. Per me, non laureato, self made manager venuto dalla strada, è una gran Sandro Gambasoddisfazione. Nel 2007 entro in società con Psicosport e creiamo smart management,  sport musica e arte manageriale. La metafora si allarga anche allo sport. Lavoro con grande soddisfazione con Sandro Gamba (Coach con la C maiuscola!) ma la partnership non funziona. Eredito il marchio smart management e sviluppo un mio modo di approcciare le organizzazioni fondato sulla leggerezza. Il modello è la musica, un modello di cultura generativa capace di creare armonia e infiniti generi musicali. Alla presentazione di smart management, avevo rotto gli schemi e, unico socio dei quattro, avevo utilizzato il mio tempo per raccontare la favola di Cetra e Aulos: un successo inaspettato. Accenture mi invita a due sue meeting e il Favola di Cetra e AulosFestival dell’Energia, alla sua prima edizione di Lecce. Con Accenture si sviluppa una collaborazione molto intensa. Nel 2010 divento partner di Weissman Italia, una delle poche società di consulenza strategica capace di parlare di cultura di impresa. Con loro capisco che il management si è allontanato dall’impresa e che gli imprenditori possono insegnare molto anche ai grandi manager. Così, incoraggiato dall’amico Alfio Morone, raccolgo una serie di interviste autorevoli e nel 2013 pubblico “I-Factor – il gene i-fact 2dell’imprenditore – lezioni per manager”. Il libro sarà alla base di un test per la misurazione del fattore “I”, quel fattore di imprenditorialità di cui ritengo l’Italia abbia estremo bisogno. Cristina Brusati, regina dell’ assessment mi aiuta nel compito scoprendo in me insospettabili doti da coach. Il coaching diventa una nuova dimensione della mia professione. “Improvvisamente” sono il più vecchio della compagnia, il mio ego si è abbassato, posso rilassarmi e favorire lo sviluppo di chi mi sta vicino, individui e team. Collaboro con alcuni manager in percorsi di coaching e con il team della Fondazione Lang sviluppo il Centro Studi di Filantropia Strategica. Mi mancava solo il non profit. Qualche anno dopo, dalla collaborazione con la Fondazione Samiarc, nasce il libro “Energia Vitale – dalle molecole alle organizzazioni, viaggio tra le radici comuni della vita”.Energia Vitale Oggi attraverso coaching, interventi in azienda, articoli, libri, meeting e conferenze, riesco ad amare ancora il “lavoro”. Ho imparato ad accettare che questo amore non sia sempre corrisposto, ma vorrei che tutti tentassero di amarlo. Ho ancora due “piccoli” sogni inconfessabili che rivelo solo a voi che siete arrivati fino in fondo: realizzare un musical sulla favola di Cetra e Aulos (ho già presentato il concept nel mio paese) e cambiare il primo articolo della costituzione italiana. Sì avete capito bene. Voglio sostituire la parola
15082012132“lavoro” con la parola “arte”. Pensate se l’Italia diventasse una Repubblica democratica fondata sull’arte, lavorare sarebbe il piacere più grande e chi non avrebbe un lavoro potrebbe finalmente fare l’artista senza sentirsi in colpa. Vivo tra Bentivoglio (Bo) e Milano, con un po’ di cuore nel Salento
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